venerdì 10 settembre 2010

In giro con mama per fattorie - Trenno, Settimo



Oggi io e mama siamo andate al mercato e in giro per fattorie, a cercare ingredienti buoni per le nostre ricette, a toccare gli animali e respirare la vita di campagna.

Alla Fattoria Maccazzola di Settimo si possono acquistare latte e formaggi direttamente dal distributore.
Il latte crudo è alla spina e non resisti: prima di richiudere la bottiglia un sorso lo DEVI fare.

Oggi il cielo è molto blu e l'aria è fresca e limpida. 
Alla Cascina Campi di Trenno ci sono fiori colorati, bimbi a cavallo, il profumo dell'erba e del fieno, il curioso chiocciare delle galline e il pigolare degli anatrini. Persino un falco.

C'è un velo tristezza per i poveri conigli stretti in gabbie grandi quanto loro, gli occhi rossi strabuzzati e l'istinto di mordere il primo dito che si avvicini alla grata. 
Ma ci sono anche le risate in faccia al cavallo con il raffreddore e al pony talmente basso che sembra abbia gli zoccoli in una fossa, la tenerezza per le pecore curiose e timide che si lasciano grattare sulla testa.

Vorrei baciarli tutti, questi nasi morbidi come il velluto, ogni agnellino che mi guarda negli occhi lo vorrei portare a casa (vivo, ovviamente).
Tutto è perfetto. Alla Cascina Campi si comprano "uova di gallina felice" che, ve lo assicuro, hanno tutto un altro sapore e miele dorato, e la vita sembra sorridere.
Nel cuore nascondo una brutta sensazione di fronte alle imponenti mucche destinate, ahimè, al macello.  Speriamo almeno che vivano una vita un po' felice. [Vorrei abbracciare le loro grandi teste e affondare le dita in quel collo rugoso, mentre il loro naso umido mi scalda e bagna la pancia, sbuffando]

I giri con Mama sono sempre belli, permeati di quiete e allegria. Lascio a casa tutti i piccoli pensieri tristi e vado con lei a fare un carico di sentimenti di speranza e felicità. Il tutto in poche ore.

Poi si torna a casa a mangiare qualcosa di semplice.

Il set "In giro con mama #9" su Flickr

martedì 31 agosto 2010

Al Pian delle Betulle - Valsassina (LC)



Io e Mama salendo su per la Valsassina siamo passate davanti alla misteriosa Villa de Vecchi, a Bindo. L'avevamo già esplorata qualche mese fa, perciò la meta di oggi è Pian delle Betulle.
Il cielo è sereno e il sole caldo.
Prendiamo la funivia per salire, non guardare giù che ti vengon le vertigini!

Siamo su in pochi minuti e approdiamo nel silenzio. Poche e sommesse le voci degli umani, più marcato il suono del vento che spazzola e spettina i capelli e arriccia volute di profumi di legna fino ai nostri nasi.

Polenta e formaggio per me, ravioli per Mama, gelato al lampone e crème brulée da leccarsi i baffi. Meno buono il caffè ma non importa: dovevamo saperlo.

Dopo mangiato ci lasciamo stordire dal sole a picco e attrarre dai giochi di luce sul sentiero che attraversa il bosco. Riconosciamo la felce, il rododendro, l'achillea, l'eufrasia e io mi fascio i diti doloranti con la piantagine.
Respiriamo l'odore di legna, la terra e l'erba tagliata, ascoltiamo le mucche in lontananza e il ronzio di qualche grosso insetto nell'aria.

Tutto è pace. Ci sdraiamo un po' all'ombra e ci lasciamo inondare dal blu del cielo, dal rumore dell'acqua della fontana e non ci serve altro.

mercoledì 25 agosto 2010

A Mombercelli

A Mombercelli ci andiamo noi quattro: papà, mama, kika e birba, la cana nera.


Birba trascorre tranquilla il viaggio in macchina seduta sul retro e si prende le carezze dal mio braccio anchilosato mentre gratto la testa a lei e mi contorco cercando di guardare la strada per non vomitare.
Corriamo veloci verso il Piemonte, destinazione: Mombercelli. Un paesino-ino nel Monferrato che per raggiungerlo si attraversano le colline ricamate di vigne cariche d'uva, pascoli e campi di girasole, piccoli agglomerati di case che si snocciolano uno dopo l'altro con la loro chiesina, il baretto, le tegole rosse.

Saliamo lungo il Sabbione e ai lati di questa stradina si dipanano filari di pomodori e grappoli d'uva di quel viola polveroso circondati di vespe. Dalle case adorne di fiori si affacciano volti famigliari e sorridenti, l'aria calda ma limpida profuma di frutta macerata al sole.

Giù si vede una distesa di colline basse lievemente impallidite dalla foschia, una piscina comunale di un azzurro chimico spicca al centro della valle e c'è un tale silenzio che si sente il suono del vociare e dei tuffi a bomba.


La vita qui sembra semplice. Ti regalo un po' della mia frutta e verdura, stasera mi inviti a cena tu, domani io. Si mangia bene e non troppo, si beve vino e poi grappa, tanto si torna a casa in quattro e quattr'otto a piedi.


La notte è buia e le stelle brillano abbastanza da far sognare ai milanesi un cielo che non c'è più.
Si ascoltano le cicale e ci si fa pungere malvolentieri dalle zanzare, e ogni sera si viene a conoscenza del ronzio di un insetto nuovo, mai udito prima. Pipistrelli e insetti, risate sommesse, amicizie.

venerdì 9 aprile 2010

io e te da Gheroartè



Mama, oggi ti porto, anzi mi faccio portare, da Gheroartè.

Il nome sembra una parola magica, ma è una scritta bianca su fondo rosso, sopra l'ingresso di questa associazione culturale di Corsico.
Io e le mie amiche abbiamo scelto questo posto per un evento musicale, ma questo è un altro discorso.

C'è un bel sole pallido, la primavera ormai è arrivata.
Entriamo in questo spiazzo dove sculture inquietanti che raccontano storie emergono dalla terra, o poggiano sul cemento.

Appesi agli alberi, fili trasparenti che reggono anelli di metallo, tazzine da caffè, nastri.
A terra, cubi di metallo che immagino luminosi, di notte.

E poi l'edificio. Che sembra una vecchia chiesa sconsacrata, ma che forse è un ex fienile.
La creatività trabocca dalle pareti, dai soffitti, emerge dal suolo.

C'è anche il vagone di un treno. Abbandonato? Forse dimenticato, ma che fuori è dipinto periodicamente da diversi writers, e che all'interno è conservato perfettamente.
Da dentro un igloo di bottiglie di vetro mi faccio incantare da una vetrata spettacolare e variopinta. Giù in fondo, altre installazioni che racchiudono messaggi.

Ci sono dei giovani che lavorano, i gestori di questo posto bellissimo, che è un polo artistico accanto alla ex stazione di Corsico, il posto giusto per creativi, musicisti, artigiani.
Vale la pena farci un giro.

Questa, la nostra piccola gita di oggi.
Ma qui ci torneremo, ne sono certa.

sabato 6 marzo 2010

#4 ti porterei

Violette in un vivaio

Sta arrivando la primavera
e il sole, l'aria fresca, i colori accesi mi riempiono di gioia

Mama, andiamo a comprare un po' di fiori nuovi?
Per rallegrare la nostra vista e il nostro giardino.

Potremmo andare a Pordenone, dove si è inaugurata oggi la fiera Ortogiardino, un evento gigantesco amato da tutti gli appassionati col pollice verde.

La fiera dura fino al 14 marzo: possiamo andare quando vogliamo.
:-)

venerdì 5 febbraio 2010

#3 ti porterei


oggi ti porterei a Viareggio, dove si fa festa
ti porterei a ballare sul corso
davanti al mare


sotto un cielo a sprazzi sereno
e un sole tiepido
a lanciarci coriandoli e cantare forte
ballando abbracciate

mercoledì 9 dicembre 2009

#2 ti porterei

oggi che è il giorno di Sant'Ambrogio
ti porterei in giro per la nostra Milano.


sono banale?


cammineremmo per via Fauché annusando l'inverno
mi diresti che ci sono odori che ti fanno tornare cinquenne in un lampo
quando con la tua mamma andavi al mercato
e c'erano le caldarroste, il mercato, il profumo di neve imminente e di cielo terso


lungo Paolo Sarpi guarderemmo le vetrine addobbate a festa
chiedendoci se "quella della Benetton mi richiamerà mai" per allestire la sua vetrina come qualche anno fa, con mia grande soddisfazione, tra l'altro


e poi attraverseremmo il Parco Sempione
dove fa troppo freddo per fermarsi su una panchina
e qualche foglia gialla sugli alberi regala ancora riflessi che magnetizzano i nostri sguardi


fino a Piazza Cairoli, e poi via Dante, oppressa dalla folla
per arrivare fino in Duomo, e perché no?
una cioccolata calda e un cinemino?
massì.


così passerei questa giornata con te
:-)